Per quasi vent’anni il tennis italiano ha vissuto nell’ombra ottenendo risultati scarsamente esaltanti. Poi, da cinque anni a questa parte sono… sbocciati atleti di gran classe che stanno accumulando successi importanti ma, ciò che conta ancor di più, è che si tratta di atleti giovani che hanno davanti a loro un futuro radioso a patto, però, che non si montino la testa. La nostra città può vantare l’ascolano Stefano Travaglia che era riuscito ad entrare nel novero dei primi 80 tennisti al mondo ma che gli ultimi risultati lo hanno retrocesso di 40 posizioni. Stefano può a buon diritto invocare la mala sorte. Nel momento di maggiore crescita tecnica rimase vittima in Sudamerica, dove stava giocando un torneo, di un incidente domestico: andò a sbattere contro una vetrata che andò in frantumi riportando il taglio dei tendini di un braccio. Incidente che lo tenne lontano dai campi per parecchio tempo per poi riprendersi gradualmente.
Il tennis marchigiano è stato sempre una fucina di campioni e validi tecnici.
L’ultimo… prodotto tennistico sfornato dalla nostra provincia è Simone Vagnozzi il quale, dopo una carriera anonima, si è ritrovato coach di indubbia qualità, prima con Cecchinato che è stato scelto da Jannick Sinner – il tennista italiano più promettente del momento – come suo coach, dopo aver lasciato la guida di Piatti, il miglior scopritore di talenti in circolazione in Italia. Di certo si può affermare senza tema di smentita che il compito di Vagnozzi è quanto mai arduo ma le capacità che lo contraddistingue sono una garanzia.